Avevo già accennato tempo fa a quell' "amica" del liceo. Dei suoi gemiti mentre in campeggio si faceva il mio prediletto. E della colazione che le preparavo al mattino. Ecco. Lei. La zoccola.
Oggi mentre passegg...mmmh..mentre lavoro, butto l'occhio e zac. Lei. La zoccola. Ovviamente fingo di non vederla. Mi riesce molto bene: camminare con indifferenza con lo sguardo fisso, come se davanti a me ci fosse un Edward Norton qualsiasi da pedinare. Lei, la zoccola, mi chiama.
"ehiiii...ciaaa-a-a-a-ao" - tipico ciao belato - "quanti anni saranno? da...mmm..dal 92!!!" (da quando ti sei fatta LUI, brutta stronza)
bla bla bla, soliti convenevoli...
"bhe, niente passeggino tu?" (sei stata la prima a darla via, minimo minimo ti facevo con 3 figli e due matrimoni alle spalle..bhe, la pancia di chi ha partorito numerose volte ce l'hai però..e pure le rughe di chi ha vissuto il trauma del divorzio)
"eh...sai..no...qualche anno dopo la fine del liceo mi sono messa con LUI (zoccola maledetta)...4 anni e mezzo di tira e molla...ma a luglio lui ha deciso di troncare"
"oh, mi spiace..ma l'importante e' che stiate bene" (ah ah ahahahahah godo tan-tis-si-mo. LUI, un pirla. Tu, una zoccola. Guardati com'eri...guardati come sei ridotta)
Son soddisfazioni.

Ho passato il fine settimana in montagna a far foto, in compagnia di poche persone molto piacevoli. Immobile. Al freddo. Senza dormire. In attesa del passaggio giusto.
E' stato meraviglioso.
Il mio vicino di casa. Daniele, lo zombie.
Ha la donna, insomma: c'e' una che gli gira per casa. E questo va bene.
Che non va bene e' che io ho appena stuccato le crepe che avevo su un muro, quello che confina con il suo appartamento. E sti due, a quanto pare, lo fanno solo sul divano. Che sta attaccato a quella parete. Me ne frego dei rumori. Me ne frego dei cigolii. Me ne frego del cane di lei, che passa il tempo ad abbaiare. Ma, diamine, continuo ad osservare con occhio degno di un ingengnere strutturista la parete.
Damien, il figlio dei vicini. Sì, ok, non si chiama così: è solo un omaggio al Presagio. Mi preoccupa: passa il tempo a giocare in giardino in mutande, scarpe da ginnastica e papillon al collo. Tempo fa l'ho sentito dire: "io ho la passione per le armi". Sua madre l'ha minacciato di sequestrargli la Colt nuova. Devo in qualche modo studiare la sua disposizione dei nei sul corpo, in cerca di un 666.
Il mio computer: io NON gli ho fatto niente. Smentisco tutto quello che si è detto su di me, malfidenti. In compenso c'è questo portatile vecchio di anni che tiene botta. La differenza tra questo pc e l'Apple si sente, decisamente. Se si inchioda, qui il problema si risolve con un semplice ctrl+alt+canc.
Ho bisogno di definizioni.

Ho il computer morto. Alla prossima.

