E insomma, sabato ho avuto un attacco di compulsione da acquisto. Mi ritrovo con un bancomat e due carte, lì, ferme, sole solette. Mi guardano con occhio languido. E non so dire di no. Parto. Obiettivo: una maglia come la voglio io. Non sto a spiegare come la voglio, che tanto ce l'ho in testa e non riesco a dirlo. Primo negozio: arriva la commessa. "Posso aiutarla signora?": mi da del lei. E mi urta. Mi urto per due cose: quando mi chiamano signora, e quando i benzinai mi dicono "dimmi". Esco, salutando cortesemente. Tanto lì la maglia come la voglio io, non ce l'hanno. Per farla breve: totalizzo 148 km. Entro in 4 negozi. Socializzo con due commesse: la prima delle due casca male, alla seconda chiedo "scusi, questa maglia (ci somigliava) ce l'avete solo blu?". Sì, ce l'avevano solo blu. Me ne vado.. Rassegnata a non trovare la maglia come la voglio io, provo: un paio di pantaloni, due gonne, un cappotto, un paio di stivali. Preso niente.
ps: per chiarire: per provare tutte quelle cose non ho rotto le palle a nessuno. Non mi piacciono gli attacchi isterici provocati dalla frase: "grazie, ci penso" dopo aver rovesciato il negozio intero. Però, una delle due gonne m'e' rimasta qui...