E siccome si devono fare delle scelte, ho salutato la mia moto.
Venduta. Praticamente regalata.
Del resto non è che ci potevo mettere il seggiolino porta bimbi, tipo sulla bicicletta. Mettergli il caschetto, e via. No, non si può.
Se ne è andata ieri, luccicante e col suo wrum wrum che si riconosce a distanza di semafori.
Sto salutando anche le mie ossa, che scricchiolano in ogno modo e per ogni situazione. E pure i polpastrelli delle mie mani non è che mi parlino da molto.
E' per questo che vado in piscina, con tutte ste panze che ballano.
E tutte che ti chiedono come lo chiami e che fastidi hai e quanto hai vomitato.
Simpatia dunque.
Un po' come il vicino di casa francese, che in 5 mesi ci ha rivolto la parola 2 volte.
Una per dirci che lui non vuole il wifi, e che non ci pensiamo neanche a metterlo noi.
Un'altra per dirmi di non chiudere il cancello.
Meglio lo zombie della "casa lassù", che non parlava.
Ma nemmeno rompeva gli zebedei.
