Dormire a pancia in giù. Una fetta di tiramisu. Qualche salsa con le patatine? salsa rosa, grazie. La Moretti rossa. Mettere i piatti sullo scolapiatti senza aiuto. Alzarsi dal divano con scatti fulminei. Una spaghettata alla carbonara. Salire in auto senza contorsioni. Uscire dalla doccia senza rompere nulla. La pedicure self made. Un mojito. Uno spritz con l'aperol.
E basta, direi.
Non stiamo a raccontarcela: questo blog è decisamente in fase di stanca.
Diventerei monotematica: perchè di qualsiasi cosa scrivessi, alla fine si finirebbe col raccontare della pancia che cresce, e di tutto il mondo legato a ciò che sta per accadere.
Ci sarebbe da raccontare della difficoltà a farmi il pedicure, che si è improvvisamente trasformata in impossibilità.
O delle uniche spese che sto facendo e dei conti alla rovescia.
Ma siamo sinceri, vi interessa davvero?
Posso invece dire del mio pollice verdemarcio, che è riuscito a far schiattare due vasi interi di gerbere.
E un vaso di piantine a cespuglio che maiepoimai sarebbero morte, mi aveva detto la tizia al vivaio.
E invece da verdi, con fiorellini viola e bianchi, s'è trasformata in beige, e pure sbiadito. Tanto che a vedere sta scena, un passerotto s'è suicidato lì vicino, per la tristezza. Torno a casa, infilo la chiave nella toppa, butto un occhio con mestizia alla piantina beige, ed eccolo lì.
Morto. Stecchito.
Il mio 3/4 l'ha preso e l'ha fatto volare (no, non lo ha rianimato, l'ha solo "lanciato") nel giardino del vicino, al quale, per ovvie ragioni, non potremo più chiedere se ci possiamo fregare un po' delle ciliegie che si ostina a non togliere dall'albero.
Per incuorarci, abbiamo piazzato in giardino tavolo, sedie, ombrellone e barbecue.
Mica per niente: non vorrei mai che la prossima sia una di quelle cornacchie che svolazzano qui sopra ogni tanto.
Che lo sappiano, che qui c'è vita.
