Ore 04.30: palpebra appiccicata, a occhi chiusi mi alzo e con fare ciondolante ciabatto fino all'altra stanza. E' ora. Ho un ciuffo di capelli che mi entra direttamente in bocca. Sputacchio, esce.
Ore 04:30: apro gli occhi e le vedo nettamente la gengiva superiore e quella inferiore. Sorride, agita le braccia e si toglie la trapuntina con le gambe. E' ora, sono arrivata e lo sa. Per questo anticipa i tempi riempendosi la bocca con tre dita e ciucciandosi quelle.
Ore 04:30: tic tic tic dal piano superiore. I tacchi della vicina. Sciacquone del water. Doccia. Discoteca? Cena tra amici? Tant'è.
Ore 04:30: mi dico fortunata di non vivere col francese a fianco. Si sente nettamente il suo russare, a due stanze e un muro divisorio di distanza.
Non ho verificato, ma probabilmente la vecchia del primo appartamento se ne sarà stata in bigodini, a spazzare il terrazzo in attesa di chiacchiere.
